TFR/TFS dipendenti pubblici ritardato per chi ricorre a Quota 100, si risolve con Anticipo TFS Bancario

Il decreto per Quota 100 sembra essere pronto: confermata la penalizzazione per gli statali che dovranno attendere fino a 36 mesi per il pagamento del TFR/TFS.

dipendenti pubblici che andranno in pensione con Quota 100 dovranno accettare di ricevere il TFR/TFS (a seconda del regime di appartenenza) con molto ritardo rispetto alle tempistiche previste.

Secondo le indiscrezioni in nostro possesso, nel decreto pensioni che il Governo approverà prima del 10 gennaio 2019 – secondo quanto dichiarato da Claudio Durigon, sottosegretario al Ministero del Lavoro – ci sarà una norma ad hoc per ritardare il pagamento della liquidazione per i dipendenti pubblici che andranno in pensione con Quota 100.

Mentre si attende la decisione della Corte Costituzionale in merito ai tempi di pagamento del TFR per i dipendenti pubblici, quindi, il Governo ha intenzione di allungare ulteriormente le tempistiche così da non farsi carico di un costo inatteso per la liquidazione della buonuscita per coloro che andranno in pensione in anticipo ricorrendo a Quota 100.

L’idea iniziale era di ritardare il pagamento del TFR fino al compimento del 67° anno di età, ossia al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia; sembra invece che la “penalizzazione” sarà meno severa, vediamo perché.

TFR per i dipendenti pubblici in pensione con Quota 100: tre anni di attesa

Dopo settimane di indiscrezioni, il Governo sta finalmente lavorando al decreto che disciplinerà il funzionamento di Quota 100. Ne cominciano ad emergere i primi dettagli, come quello di cui vi parleremo di seguito.

Come vi avevamo anticipato qualche settimana fa, infatti, Quota 100 manderà in pensione circa 500mila lavoratori dipendenti, di cui circa 160.000appartengono al pubblico impiego. Ciò comporterà – non nell’immediato – un costo non previsto di 8 miliardi di euro per il pagamento della liquidazione degli statali.

Ecco perché ritardare il pagamento del TFR/TFS è quasi d’obbligo per lo Stato. Nel dettaglio, dopo una profonda valutazione, la soluzione individuata sembra essere la seguente:

  • pagare la liquidazione non prima dei 36 mesi;
  • pagare la liquidazione comunque al compimento del 65° anno di età.

Quindi, solamente chi ricorre a Quota 100 al compimento del 62° anno di età dovrà attendere 36 mesi per ricevere quanto gli spetta di liquidazione. Per gli altri, invece, il tempo di attesa dovrebbe ridursi progressivamente; è bene ricordare, comunque, che in ogni caso il pagamento del TFR/TFS per coloro che andranno in pensione in anticipo non potrà esserci prima che siano trascorsi i 24 mesi dal collocamento in quiescenza.

Tempi pagamento TFR dipendenti pubblici

Ricordiamo che al netto della penalizzazione prevista dal decreto di Quota 100, i dipendenti pubblici devono già sottostare ad un regime particolarmente svantaggioso per quel che riguarda il pagamento del TFR/TFS.

Nel dettaglio, come disposto dal Decreto Salva Italia, tolto il caso dei rapporti di lavoro cessati per inabilità o decesso (per i quali l’erogazione della buonuscita è prevista entro 105 giorni) , il pagamento della liquidazione avviene:

  • dopo 12 mesi: in caso di pensionamento di vecchiaia;
  • dopo 24 mesi: in caso di pensionamento anticipato.

Scaduti questi termini l’Inps ha a disposizione altri 3 mesi di tempo per pagare la prima rata di quanto dovuto. Ebbene sì, perché ai dipendenti pubblici – superata una determinata soglia – il TFR non viene pagato in un’unica soluzione. Nel dettaglio, quando l’importo supera i 50.000€ questo viene pagato in due tranche annuali. Nel caso l’importo sia superiore persino ai 100.000€, invece, la liquidazione è dilazionata su tre tranche annuali, le prime due da 50.000€ ciascuna mentre l’importo restante con l’ultima rata.

Quindi, nel caso del dipendente pubblico che va in pensione con Quota 100 questo dovrà attendere dai 36 ai 24 mesi per ricevere il TFR/TFS a seconda della propria età anagrafica. Ad esempio, per chi vi ricorre a 63 anni il pagamento avverrà secondo i suddetti termini, ossia dopo i soliti 24 mesi (ossia al compimento dei 65 anni). Solo per chi vi ricorre a 62 anni, quindi, ci sarà una penalizzazione rispetto ai tempi già previsti dalle regole vigenti.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *