Pensioni quota 100 decreto | Cosa prevede

Ecco tutte le novità per quanto riguarda le pensioni a quota 100 (qui tutte le news). Qui cosa prevede il decreto a proposito del reddito di cittadinanza.

Si inizia ad aprile – Il via ai nuovi pensionamenti con “quota 100”, ovvero 62 anni di età e 38 di contributi minimi, scatta dal 1 aprile. Confermati i requisiti d’accesso. La misura viene introdotta “in via sperimentale” per il triennio 2019-2021.

Pensione anticipata, sale l’anzianità contributiva – Ci vorranno più mesi di contributi versati per avere accesso alla pensione anticipata.

Secondo quanto risulta dalla bozza del decreto su quota 100 e reddito da cittadinanza, i requisiti contributivi salgono a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e a 41 anni e 10 mesi per le donne. In precedenza, l’anzianità contributiva richiesta era di 42 anni e 1 mese per gli uomini e 41 anni e 1 mese per le donne.

Slitta “finestra” per accedere a pensioni d’anzianità – Ritoccati al rialzo i requisiti di anzianità contributiva per accedere alla pensione: la decorrenza del trattamento slitta di tre mesi.

Nella bozza del decreto si legge infatti che chi matura i nuovi requisiti contributivi (42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne) “consegue il diritto” trascorsi tre mesi dalla data di maturazione. Chi ha maturato tali requisiti dal 1 gennaio scorso, conseguiranno tale diritto a partire dal 1 aprile.

Ritorno del Cda per Inps e Inail – La bozza del decreto su quota 100 sancisce il ritorno del Cda per guidare Inps e Inail, dopo l’ipotesi di commissariamento avanzata nei giorni scorsi.

Nel decreto è previsto per entrambi gli istituti il ritorno di un Cda a 5 componenti compreso il presidente.

Il ministero del Lavoro ha rilasciato una nota in cui spiega che “la norma non prevederà alcuna decadenza degli attuali vertici, le cui funzioni saranno riviste seguendo una logica di una gestione collegiale degli enti”. Dal ministero “non sarà presentata alcuna norma che ponga alcun commissario a capo dei due enti”.

I fondi di solidarietà potranno agevolare l’arrivo a quota 100 – I fondi di solidarietà bilaterali tra aziende e lavoratori, istituiti nel 2015 dalla legge sul Jobs Act, potranno anche erogare assegni ai lavoratori per raggiungere quota 100 in modo tale da favorire il turn over del personale. La misura riguarda i lavoratori che raggiungeranno quota 100 nei successivi tre anni. L’assegno potrà però essere erogato solo in presenza di accordi aziendali.

Per gli statali Tfs secondo tempistica legge Fornero – Novità per i lavoratori statali rispetto alla precedente bozza: coloro che matureranno la quota 100 entro il 31 marzo prossimo potranno andare in pensione dal 1 luglio, e non dal 1 aprile come gli altri. Se invece la quota 100 verrà maturata dal 1 aprile, potranno andare in pensione dopo 6 mesi.

Confermata invece la tempistica per l’accesso al Tfs come prevista dalla legge Fornero: ne avranno diritto in un arco di tempo al massimo di 5 anni.

Pensione di cittadinanza e altre misure – Presente anche la pensione di cittadinanza, una versione del reddito di cittadinanza riconosciuto ai nuclei i cui componenti abbiano non meno di 65 anni e un reddito familiare di 7.560 euro.

Nella bozza di decreto sono state confermate le proroghe di opzione donna e dell’Ape sociale.  Confermata anche la “pace contributiva”: si potranno riscattare fino a 5 anni di mancati versamenti post 1996 con una detraibilità del 50 per cento degli oneri sostenuti.

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